Revisione MTB post-inverno: i 10 (+1) comandamenti!

Revisione MTB post-inverno: i 10 (+1) comandamenti!

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Revisione MTB, un’attività che viene fatta in tanti modi diversi, alcuni molto creativi. In realtà rivedere completamente l’equilibrio generale e lo stato di salute della propria bici è qualcosa di fondamentale, per sicurezza e performance.

manutenzione MTB post inverno

Revisione MTB post-inverno, quanto costa?

Dipende da come la si è trattata fino ad ora!
E’ fondamentale dire che si tratta di operazioni indispensabili, sia per chi fa gare sia o escursioni con amici.
Parliamoci francamente: i costi delle bici nuove sono importanti. Ogni anno i modelli di lancio acquistano sempre un 15-20% di valutazione in più a listino e noi, appassionati sfegatati, tiriamo fuori un bel soldino. E’ proprio qui che sorge la domanda: perché spendere per una MTB nuova fiammante e non dare adeguata attenzione al corretto funzionamento?
La revisione MTB non è mica obbligatorio farla tutta insieme, si possono eseguire anche piccole operazioni lungo il corso della primavera, in modo da diluire la spesa e lavorare dove ce n’è effettivamente bisogno.

Revisione MTB post-inverno, perché?

I componenti di una MTB sono centinaia, ciascuno di essi soggetto ad usura e/o allentamenti. Se prima di ogni uscita esistono dei controlli veloci da fare, ora è il momento ideale per rivedere lo stato della bici.
Dopo l’inverno, complici basse temperature e fango, la MTB è pronta per essere portata al pieno delle funzionalità. Andiamo a vedere i 10+1 comandamenti per una bici al top!

Revisione mtb stagione invernale col fango

1) Revisione forcella e ammortizzatore (per le full)

Il primo punto è anche quello probabilmente più sottovalutato: l’ordinaria manutenzione della forcella e dell’ammortizzatore (per le bici full-suspension). Tutti i produttori consigliano mediamente una revisione annuale nonostante un’evoluzione produttiva enorme rispetto a 5-6 anni fa. Questo perché la costante ricerca tecnologica e la spinta, molte volte estrema, verso la leggerezza portano con sé la necessità di controllare frequentemente lo stato di salute.

La frequenza dei controlli dipende poi molto dalla disciplina (XC, Enduro o DH) e dall’effettivo utilizzo. Attenzione però che una manutenzione ordinaria permette di evitare spese folli nel momento di problemi improvvisi causati da mancata revisione.

Revisione MTB forcella fango

Come vengono revisionati forcella e ammortizzatore?

Le parti fondamentali dell’operazione sono 3: pulizia dei foderi e lubrificazione, sostituzione degli anelli parapolvere e revisione delle boccole di scorrimento.

  1. Pulizia dei foderi e lubrificazione: attività fondamentale che permette di tenere sempre lubrificati e in ottima funzionalità gli steli nel momento in cui sprofondano dentro ai foderi.
  2. Sostituzione degli anelli parapolvere: sono gli elementi a contatto con l’esterno che limitano le infiltrazioni di polvere e sporco. Importantissimo sostituirli almeno una volta l’anno.
  3. Boccole di scorrimento: le boccole, a meno di un utilizzo particolarmente intenso, durano più di un’annata. Sono inserite a pressione all’interno degli steli e garantiscono la scorrevolezza della forca.

L’ammortizzatore segue le stesse regole della forcella.

Si consiglia di far effettuare la revisione di forcella e ammortizzatore da un meccanico professionista!

2) Revisione freni

L’impianto frenante è fondamentale. Vediamo nel dettaglio quali sono le operazioni da fare.

Controllo pastiglie: l’usura dipende molto dal tipo di pastiglie scelte per la propria MTB. Il check ovviamente non va fatto una volta all’anno ma almeno una volta al mese. Se la “polpa” attaccata è poca meglio sostituirle, il costo è basso e si evita il rischio di strisciare il disco freno. Qui un rapido tutorial di 4 passaggi su come sostituire le pastiglie.
Una volta fatto meglio dare anche una bella pulita ai pistoncini delle pinze.

Cambiare le pastiglie dei freni a disco della MTB è veramente semplice

Disco freno: prendetevi un calibro e misurate lo spessore del disco. Sulla sua superficie c’è scritto il valore minimo a cui può arrivare, non andate oltre. Ne esistono di tutti i prezzi e materiali, c’è solo l’imbarazzo della scelta e sui freni non si scherza!

Dischi freno per MTB X-Rotor di Carbon-Ti
Dischi freno per MTB X-Rotor di Carbon-Ti

Spurgo freni: se la leva del freno è spugnosa o lenta oppure con un leggero vuoto è il momento dello spurgo freni. La causa di questi allentamenti sta: nell’umidità invernale, nella polvere e nella naturale ossidazione del liquido.

Se volete cimentarvi ci sono kit per lo spurgo dei freni appositi davvero semplici e in rete è pieno di tutorial.

kit spurgo freni completo
Il comodo kit spurgo freni di Quaxar
3) Cuscinetti

I cuscinetti lavorano nei punti di giuntura della MTB e sono i componenti più soggetti a sporco e polvere. Ciò fa sì che, durante il normale utilizzo, il grasso di protezione venga tolto lasciando ampia libertà agli agenti esterni di intaccare lo stato di salute dei cuscinetti.
Esistono diversi tipi di cuscinetti: serie sterzo, movimento centrale e mozzi. Tutte e tre queste manutenzioni sono semplici, la meno frequente (in generale) è quella dei mozzi. E’ necessario, almeno una volta l’anno, anche se non sentiamo alcun cigolio o rumore particolare.

fango e sporco sono i peggiori nemici per la MTB

Anche nei pedali ci sono i cuscinetti quindi se c’è poca scorrevolezza meglio smontarli e sostituire i cuscinetti procedendo a una buona lubrificazione.
Quando si sistemano i nuovi/revisionati cuscinetti è sempre consigliato lubrificare con grasso finissimo la parte dove alloggiano.

Revisione mozzi

4) Catena

Ebbene sì, bisogna dare una bella occhiata anche a tutta la trasmissione, partendo dalla catena. Per prima cosa dobbiamo misurare lo stato di usura della catena. Questa operazione è fondamentale perché corriamo il rischio, con una catena usurata o rovinata, di andare a ridurre la vita sia del pacco pignoni che della corona.
In linea di massima nell’utilizzo MTB la catena è da cambiare ogni 1200/1500 km comunque tanto dipende da sentieri che si percorrono, ogni quanto si pulisce la trasmissione, etc.

Controllo catena sram XX1

Qualche settimana fa abbiamo fatto un veloce tutorial sulla lunghezza corretta della corona col monocorona, magari può esserti utile. Occhio anche alla linea catena: se errata si corrono gli stessi rischi che con una catena logora.

Revisione MTB Catena

Ecco quanto deve essere lunga con un gruppo monocorona:

5) Pacco pignoni e pulegge

Niente paura, al 99% non dovete cambiarlo. Un buon pacco pignoni dura anche 8-10.000 km, per cui dovete solo controllare bene sia tutto in regola.
Se la catena lavora bene non avrete nessun problema annuale. Basta tenerlo pulito e ben oliato perché lavori in modo sempre performante.

Anche in questo caso, come catena e corona, l’usura del pacco pignoni dipende da quanto spesso lo avete pulito, che terreni avete percorso e ogni quanto spesso avete cambiato la catena!

Da ricordare poi che le pulegge del cambio scorrono su cuscinetti. Meglio controllarne lo stato e anche quella della dentatura. Se eccessivamente usurate fanno consumare la catena e con effetto domino su pacco pignoni e corona.

6) Corona (singola o doppia)

Qui si apre un mondo. Nei vari mercati esistono tantissimi componenti, ma di corone di più, un’infinità. Differenti colori, disegni, progetti, tonde, a doppie camme, ovali, in materiale plastico, in alluminio, in titanio e chi più ne ha più ne metta. Per ciò è davvero impossibile fare un ragionamento di durata media.

Corona singola ovale uscita MTB

Tanto per fare due esempi: la corona ovale AbsoluteBlack 32 denti testata tempo fa ha una vita media di circa 4.000 km, mentre la X-Syncrocam in titanio di Carbon-ti arriva tranquillamente ai 6.000 chilometri. Due prodotti differenti la cui usura dipende, dalla frequenza di pulizia, corretta lubrificazione, etc.

Corona XsyncroCam Carbon-Ti

Utile quindi valutare la sostituzione della corona a fine inverno. E’ il primo fulcro di contatto tra la nostra forza e la bici, fondamentale far iniziare il lavoro della trasmissione in modo performante.

7) Ruote

Carbonio o alluminio non importa, la revisione MTB post-inverno passa anche da qui.
Se abbiamo girato tutta la scorsa stagione estiva e abbiamo aggiunto delle uscite invernali sicuramente c’è il segno di alcuni piccoli urti su cerchio e raggi. Sul cerchio possiamo fare un bel controllo visivo.
Ovviamente un piccolo urto o graffio non fa nulla ma, soprattutto sull’alluminio, è possibile inarcare la struttura stessa del cerchio. Ciò fa sì che ci siano uscite di aria (o lattice) con conseguente ruota a terra.
Il controllo va fatto senza copertone su tutta la struttura ruota. In caso di piegamenti importanti del cerchio in alluminio… beh conviene cambiarlo, ma a questo punto meglio puntare direttamente sulle favolose Carbon+!

Le ruote Carbon+ 2017

Un altro punto importante della struttura ruota riguarda la tensionatura dei raggi. Un tiraraggi costa davvero una cifra irrisoria. Controlliamo, basta anche a mano con una leggera pressione, la tensionatura e se qualcosa non va possiamo procedere con una regolazione manuale anche se consigliamo un check professionale da un WheelBuilder accreditato.

8) Copertoni

Passato l’inverno i sentieri si asciugano ed è ora di puntare alla scorrevolezza. Certo non quella estiva, ma possiamo già iniziare ad avere una tassellatura meno pronunciata. E’ di 3 anni fa un articolo sui copertoni primaverili, è cambiato molto. Alcuni modelli come il Thunder Burt ci sono ancora e vanno forte però esistono diverse novità.

I copertoni MTB Schwalbe Thunder Burt
Il peso reale dei Thunder Burt

Tra tutte suggeriamo i (bellissimi e di tendenza) VeeTire Skinwall, pneumatici di sostanza e di design che vedremo anche in alcune prove di Coppa del Mondo “indossati” dal mitico Andrea Tiberi. Proprio l’olimpico di Rio l’anno scorso usava i Rail Tracker (non Skinwall), dei copertoni con un disegno convenzionale ma molto performanti soprattutto su sentieri asciutti. In alternativa ci sono i sempreverde Racing Ralph di Schwalbe, i fantastici Continental Race-King Black Chili oppure gli ottimi Arisun per chi li vuole dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. Le alternative sono davvero tante.

Tiberi VeeTire Rio2016
L’azzurro Andrea Tiberi mostra orgoglioso i suoi VeeTire

E coi copertoni invernali non completamente usurati? Non ci si può fare molto: pensare di tenerli per 8 mesi in garage e montarli il prossimo inverno è poco sensato, il pneumatico si indurisce e calano le prestazioni oltre ad aumentare di molto il rischio di forature.
Dato che non è ancora estate si può pensare di posteggiarli momentaneamente ed usarli per qualche uscita bagnata nei prossimi due mesi.

Passiamo alle valvole: probabilmente il lattice può averle intasate o aver inibito il passaggio aria. Meglio pulirle bene se possibile o sostituirle. Esistono diversi kit di valvole anche colorate.
Il suggerimento è di utilizzare sempre quelle di tipo Presta (vedi video qui sotto), fondamentali in caso di rabbocco lattice: non bisogna smontare tutto il copertone!

9) Sostituzione di cavi e guaine

Con il fango e l’umidità dell’inverno anche la cambiata può essere diventata più ostica a causa dell’usura delle guaine. Meglio quindi provvedere alla sostituzione sia di cavo deragliatore e cambio che anche delle guaine, è una sostituzione economica che ti permette di dare nuova efficienza alle cambiate!

10) Serraggio viti

Tutti i componenti sono fissati con viti di varia natura quindi è cosa fondamentale con una chiave dinamometrica procedere ad un controllo del corretto serraggio. Occhio che viti strette poco rischiano di far allentare i componenti e, viceversa, strette troppo spaccano il componente stesso. La chiave dinamometrica permette di chiuderle con la forza indicata dal produttore e correre per i sentieri in modo sicuro!

chiave dinamometrica effetto mariposa

Nelle viti di componenti strutturali (per esempio pinze freno, attacco manubrio, bussole, corona ecc) meglio metterci del frenafiletti così le viti rimangono ben fissate anche con le vibrazioni e sollecitazioni tipiche dell’uso MTB.

10 + 1) Manopole

Nessuno in rete le valuta fondamentali e magari vengono usate le stesse per mesi e mesi, per questo le abbiamo inserite come 10+1.

Le manopole ergonomiche Sapience
Le manopole ergonomiche Sapience

Su come scegliere le manopole ne avevamo parlato mesi fa ora vogliamo scrivere dell’importanza di averle in ottimo stato. Ci riferiamo a due aspetti in particolare: il comfort e la presa.
Il comfort da un modello all’altro varia tantissimo. Ne esistono di: tonde, a listelle orizzontali, ad alto grip con piccoli elementi in rilievo, etc.

Le manopole Sapience ultra-leggere

Ciascuno di noi può preferirne un modello rispetto ad un altro. Il punto sta nel materiale di realizzazione: si tratta di silicone o plastico spugnoso. Questi vengono costantemente messi sotto pressione dalla mano in diversi punti di appoggio e, dopo un certo utilizzo, perdono l’elasticità iniziale trasmettendo una serie di micro-vibrazioni che prima venivano attutite.
Manopole di alto livello ce ne sono tantissime, meglio montare quelle che ci soddisfano di più.

Queste sono le nostre indicazioni sul come rimettere la bici al top. La revisione MTB post-inverno è un’attività importante e onerosa, ma dopo… ci son solo sentieri e divertimento!

Fondatore di bikedirection.com. Aggiungimi su Facebook: +Carlo Rinaldo.